Mi chiamo Fulvio Gregori e sono uno psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, con un dottorato di ricerca in Psicologia e Neuroscienze Sociali.
Nel mio lavoro considero fondamentale costruire un’alleanza solida e autentica con le persone. La terapia, per me, non è qualcosa che si impone dall’alto, ma un percorso che si costruisce insieme. È uno spazio in cui si sviluppa maggiore consapevolezza di sé, dei propri punti di forza e dei meccanismi che alimentano la sofferenza, lavorando in modo collaborativo sugli obiettivi condivisi.
Questo modo di intendere la terapia nasce sia dalla mia formazione sia dal mio percorso personale, che ha influenzato profondamente il mio modo di lavorare e la sensibilità con cui incontro le persone.
La scelta di intraprendere questa professione nasce dal desiderio di comprendere in profondità l’esperienza umana, ma affonda le sue radici anche nel mio percorso personale.
Tra la fine dell’adolescenza e i primi anni dell’età adulta ho attraversato un periodo di intensa sofferenza, segnato da lutti dolorosi, disorientamento professionale e difficoltà relazionali. È stata una fase di grande vulnerabilità, in cui mi sono confrontato con i miei limiti e con un forte senso di inadeguatezza.
Allo stesso tempo, proprio queste esperienze mi hanno offerto l’opportunità di fermarmi, riflettere e sviluppare una comprensione più autentica e profonda di me stesso, trasformando la sofferenza in un percorso di crescita e consapevolezza.
Questa esperienza mi ha reso particolarmente sensibile ai momenti di transizione della vita, in cui una persona può sentirsi bloccata, disorientata o in difficoltà nel trovare una direzione.
Sono uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale con un dottorato di ricerca in Psicologia e Neuroscienze Sociali conseguito presso La Sapienza Università di Roma (2025).
Durante il dottorato mi sono occupato di fattori di rischio e di protezione nella vita quotidiana dei giovani adulti, con un focus sul ruolo del comportamento prosociale e dell’autoefficacia emotiva nel promuovere il benessere psicologico.
Nel corso del tirocinio in psicoterapia invece ho approfondito il tema delle diverse identità di genere e il ruolo dell’autocritica nello sviluppo e nel mantenimento dei sintomi depressivi.
Successivamente ho proseguito la mia formazione specializzandomi ulteriormente nella Compassion Focused Therapy (CFT), completando sia il livello base sia quello avanzato. La CFT è un approccio terapeutico sviluppato per lavorare in particolare sui sistemi di regolazione emotiva, con un’attenzione specifica ai processi di autocritica e vergogna. Attraverso lo sviluppo di competenze legate alla compassione verso sé stessi, mira a ridurre la sofferenza psicologica e a favorire un senso più stabile di sicurezza, accettazione e regolazione emotiva.
Integro questo approccio nel mio lavoro clinico quando lo ritengo utile per la persona, in particolare nei casi in cui siano presenti elevati livelli di autocritica o difficoltà nella gestione delle emozioni.
Per comprendere la sofferenza psicologica non è sufficiente osservare il sintomo: è necessario guardare alla storia della persona e al contesto in cui si è sviluppata.
Molti schemi che oggi generano difficoltà rappresentano tentativi, appresi nel tempo, di adattarsi e proteggersi. Hanno avuto una funzione importante, ma possono diventare rigidi e limitanti.
In terapia lavoro molto con le diverse parti del Sé, con l’obiettivo non di eliminare qualcosa, ma riconoscere queste parti, comprenderne i bisogni e favorire una maggiore integrazione.
Il mio approccio di base è quello cognitivo-comportamentale, ma ritengo utile integrare altri modelli terapeutici quando utile. Il percorso è strutturato, prevede incontri settimanali di circa 50 minuti che si svolgono all’interno di una relazione autentica. I primi incontri di terapia vengono chiamati incontri di assessment, durante i quali vengono raccolte una serie di informazioni personali (a volte anche tramite test) per poi definire insieme gli obiettivi che vogliamo raggiungere.
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Appuntamento
Lo studio del Dott. Fulvio Gregori si trova nel cuore di Roma Marconi, a pochi passi da Portuense, Ostiense, Trastevere, Monteverde, San Paolo, Testaccio, EUR, Garbatella, Magliana, Ponte Galeria e Torrino. Grazie alla posizione strategica, è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici e offre un ambiente accogliente e riservato per percorsi di psicodiagnosi, psicoterapia individuale, di coppia e online.
Credo in un lavoro terapeutico collaborativo, strutturato ma allo stesso tempo umano. L’obiettivo non è solo ridurre i sintomi, ma comprendere come pensieri, emozioni e comportamenti si organizzano e si mantengono nel tempo.
La terapia è un processo attivo, costruito passo dopo passo, in cui la persona non è un destinatario passivo ma parte integrante del cambiamento.
Credo in un clima di lavoro serio, ma informale e autentico, in cui ci si possa sentire accolti senza sentirsi giudicati.
Mi occupo principalmente di giovani adulti e adulti che stanno attraversando momenti di cambiamento: relazioni che cambiano, lutti, scelte importanti, ridefinizioni personali e professionali.
Spesso sono persone competenti e responsabili che, a un certo punto, si trovano in difficoltà perché le strategie che hanno funzionato fino a quel momento iniziano a non essere più efficaci.
In queste fasi possono emergere ansia, umore depresso, senso di blocco o la sensazione di non riconoscersi più.
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Alcuni cambiamenti possono emergere già nelle fasi iniziali del percorso, soprattutto in termini di maggiore chiarezza rispetto alle proprie difficoltà, di una prima riduzione della sofferenza percepita e di una maggiore capacità di osservare ciò che accade dentro di sé. In questa fase iniziale, molte persone iniziano a riconoscere meglio i propri schemi di pensiero, le reazioni emotive e i comportamenti che contribuiscono a mantenere il sintomo.
Tuttavia, i risultati più profondi e stabili si consolidano nel tempo. Il lavoro terapeutico non si limita infatti alla riduzione del sintomo, ma mira a modificare in modo più ampio e duraturo il modo in cui la persona si relaziona con sé stessa, con gli altri e con il mondo. Questo significa sviluppare una maggiore flessibilità psicologica, ridurre l’autocritica, migliorare la regolazione emotiva e costruire modalità di funzionamento più coerenti con i propri bisogni e valori.
Il cambiamento, in questo senso, non è solo “stare meglio”, ma anche iniziare a stare diversamente nelle relazioni, prendere decisioni con maggiore consapevolezza e affrontare le difficoltà con strumenti più efficaci. Si tratta di un processo graduale, che richiede tempo e continuità, ma che può portare a trasformazioni significative e durature nella qualità della vita.